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così

E va così!

Ci sono cose che vanno perché devono andare. Tipo come quando punti un abito che non è della tua taglia ma ci devi entrare non importa quanto ti ci strizzi dentro, quanto alta sia la sua compressione sul tuo corpo lo devi avere devi farlo funzionare fino a quando inevitabilmente in qualche punto si scuce… le cuciture cedono, il taglio è fatto mentre realizzi che, beh sì, respiri. Finalmente respiri meglio.

Ci sono cose che filano via lisce senza impegno, quelle nate per esistere, per andare, appunto.  Quell’abito ti va, non segna in nessun punto, non fa difetto, non stringe, lo lavi lo appendi e non devi neanche stirarlo. Ma chissà come mai stufa, chissà come mai le cose semplici quelle che non necessitano di nessun accessorio inesorabilmente ti fanno sbadigliare. E allora lo riponi in qualche anta e te lo dimentichi… chissà magai un giorno quando nulla ti starà bene ci dai una rivisitata.

ukglamoous

... alla fine ce l'hai!

Mi sono trovata, io proprio io, a far riflettere qualcuno chiedendo: “per paura del dopo possiamo veramente rinunciare a vivere il presente?” Ad azione segue sempre una reazione ma anche se sappiamo già come andrà a finire perché rinunciare? Ci sono persone che entrano nella nostra vita così rapidamente, così inaspettatamente che nemmeno ci accorgiamo di quando si sono accomodate perché il loro ingresso è qualcosa che scuote tutto senza far troppo rumore e… e proprio per questo non ci accorgiamo nemmeno di quando se ne vanno. Se non fosse per la sordità che ci lasciano dentro. Non sono veramente sicura che sia giusto qualche revival del cuore, non so nemmeno se sia vero che ci siano tre grandi amori per ognuno di noi e tantomeno se l’amore non abbia veramente confini… perché io quei confini li ho visti. Il nostro cuore, a volte, è come un armadio. Lo apri ogni mattina e guardi che metterti.

Dopo il Binario 6

Lo scricchiolio del legno

Ho paura di tradirti. Non sai quante volte ho pensato non fosse una buona idea farti evolvere ma alla fine quei due? Diciamoci la verità quei due non potevano rimanere in sospeso.

Ma ti sei resa conto di quel che hai fatto fare alla dolce Alice che parlava come se fosse Jane Austen con un iphone tra le mani? Cioè, sai vero qual è la parola che ricorre di più in questo Scricchiolio del legno?

Certo… effettivamente sì ma mi permetti di spiegarti due cose? Anzi tre…

Direi… che poi non mi sembra neanche tanto normale che tu stia chattando con me, con me che sono un libro! Il tuo libro! 

Ah beh, a nessuno dà fastidio se i bimbi scrivono a Babbo Natale perché dovrei sentirmi a disagio a chattare con Binario 6…

Stringi! 

Silence is the most powerful scream

“Se non puoi parlarne bene, non parlarne proprio!” o ancora “se non sai di cosa stai parlando, non parlarne proprio!”.Mi è stato insegnato così e così ho sempre cercato di fare. Con qualche anno in più riapro il libro intitolato educazione che ognuno di noi possiede e si porta dietro ogni giorno senza sentirne il peso. Lo stesso libro è scritto da diversi genitori, nonni, insegnanti… e mi accorgo che queste due frasi che mi hanno protetta in molte situazioni mi hanno anche educata al silenzio. Parlare di silenzio proprio in questa società non è poi così scontato. Siamo così abituati al rumore, al sottofondo, a fiumi di parole che scorrono che il silenzio fa quasi paura. Quando ti imponi di insonorizzare la testa per un po’ apri la porta alla solitudine e le dai il benvenuto.