Con il marito Tiziano Sgarbi ha portato il marchio Twin-Set a grandi
traguardi. E nel 2010 cadrà il ventennale della fondazione di Light Force
Carpi - Dei capi disegnati da Simona Barbieri, per Twin-Set, si è soliti dire che li si riconosce subito. Sembra un paradosso, ma non accade spesso che, nella confusione dei linguaggi tipica della moda di oggi, uno stilista si riconosca per quello che dovrebbe essergli più proprio: lo stile, appunto. Quando succede, si è davanti a un grande, capace di uscire dal coro e di travalicare tempi e mode.
Simona Barbieri appartiene a questa categoria: lo sostengono gli addetti ai lavori, lo confermano i risultati aziendali, lo dicono soprattutto le clienti che acquistano i modelli delle sue collezioni. Le linee morbide e di grande vestibilità, la scelta sempre molto attenta dei tessuti, la maglieria raffinatissima che sembra riassumere tutto il sapere accumulato da Carpi negli anni, i colori originali e mai legati alle mode del momento, le fantasie di paillette, ricami, stampe e grafismi a forte impatto visivo e che talvolta richiamano, perfino con un tocco di humour, mode e atmosfere revival: sono proprio questi i tratti che concorrono a rendere inconfondibile l'impronta stilistica di Simona Barbieri.
Per quanto è dato saperne, data la ferrea barriera di riservatezza che si è costruita intorno, effetto soprattutto di un carattere timido e totalmente estraneo agli esibizionismi, la sua storia personale parrebbe essere stata indirizzata da subito all'attività che l'ha portata al successo.
Nata sotto il segno del Toro, paziente e tenace, di carattere introverso quanto forte e deciso, dolcissima nel volto e nei modi, ma anche determinata quando si tratta di raggiungere un obiettivo del quale è convinta, Simona Barbieri sapeva di voler fare la stilista e come stilista si è formata a una scuola di Modena, prima di affrontare l'apprendistato in uno studio stilistico del capoluogo.
E' ancora giovanissima quando avviene l'incontro, decisivo, con Tiziano Sgarbi, il futuro compagno di vita e di lavoro. E' la combinazione vincente, come una combinazione è quel classico della maglieria che dagli anni Trenta si chiama twin set. E chissà che non abbiano pensato proprio a questo quando, dopo una prima esperienza aziendale sotto il nome "Tiziano Sgarbi" e una seconda come "Acme", proprio Twin-Set diventerà il marchio prodotto e distribuito da "Light Force", terzo e definitivo approdo aziendale di Simona Barbieri e Tiziano Sgarbi, creata come società per azioni nel 1990 e, dunque, in procinto di festeggiare proprio nel 2010 il proprio ventesimo anniversario.
Non passerà molto tempo che la ditta, divenuta una cosa sola con il marchio prodotto, come spesso succede, riesce a imporsi. Gradualmente, un passo dopo l'altro, ma in costante progressione. Lui, il marito, è l'uomo delle tecnologie e del commercio; lei, Simona Barbieri, è quella che le redattrici di moda imparano presto a conoscere e apprezzare come un creativa dalla verve inesauribile, ideatrice di capi senza tempo e capaci di garantire una altissima fidelizzazione fra le clienti.
L'ascesa la scandiscono i fatturati (dai 13 milioni del 2002 ai 40 del 2008), la fiducia degli ambienti finanziari (con l'ingresso nella società, al 31,56 per cento, del fondo di private equity Dgpa Capital), le acquisizioni (il marchio Liviana Conti a forte componente di maglieria), le nuove linee (Simona Barbieri, Scee by Twin-Set, Twin-Set Girl, quest'ultima prodotta e distribuita su licenza). Ma il successo si misura soprattutto con l'apertura dei monomarca, nove nel volgere di pochi anni, da Bari a Reggio Emilia, da Forte dei Marmi a Bologna e finalmente a Milano, con 700 metri quadrati al primo piano del complesso Superstudio Più con veduta sui laboratori della Scala. E' lei, Simona Barbieri, che con la fattiva collaborazione di Tiziano Sgarbi, conferisce all'azienda l'impronta di originalità che la distingue anche nella comunicazione: a partire dalle pareti esterne del quartier generale di Carpi, che ha voluto nobilitare invitando bravi writer a decorarli. Ma anche con il sostegno a iniziative suggerite dalla passione del marito per la fotografia, strumento formidabile per costruire immagine nella moda, come il patrocinio al Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia e alla mostra fotografica di Beppe Lopetrone, aperta in questi giorni a Carpi.
Tenacia, coraggio, talento sono le doti che collocano Simona Barbieri nella linea, fortunatamente ininterrotta, delle donne che hanno fatto la grandezza di Carpi nella moda. Per questo la redazione di Voce l'ha scelta come "carpigiana dell'anno".
A lei non piacerà: speriamo che non ce ne voglia.