Vi racconto una storia

Ven, 09/06/2017 - 14:25

Oggi vi voglio raccontare una storia vera. Lo faccio senza esitare troppo perché lo scopo di questo blog non è solo “commentare” la moda ma condividere con voi le emozioni che la moda ci offre, ed in generale vi racconto i pensieri che faccio mentre osservo le cose che vendo e che indosso. Di recente un amico “artistoide” mi ha chiamata dicendomi: “vorrei mostrarti i miei quadri e avere una tua opinione!”…  state ridendo anche voi? Immagino di sì visto che io di arte ci capisco poco o niente ma mi sono detta: “beh, non sono in grado di dare una valutazione ad un oggetto artistico ma ho sempre considerato la moda una diramazione dell’arte e poi, anche se non si può dare un valore alla potenza di un gesto creativo sarà sicuramente quel gesto creativo a darmi un valore comunicandomi qualcosa!”. Ed eccoci di fronte a delle tele che sembrano voler riempire con il loro caos il vuoto che costeggia la vita. Ma all’interno di questo spazio artistico dove i residui degli atti creativi sono evidenti ovunque (anche il pavimento oramai è un quadro dipinto per sbaglio) noto una tela completamente bianca. Un vuoto bianco a terra. Sopra ci sono stese delle cravatte. Non sono incollate, sono solo appoggiate e… dipinte!

 

“E questo?”

 

“Ah, queste le ho fatte per i miei amici. Domani vengono a vedere la partita. Quando arrivano consegno ad ognuno di loro una cravatta per formare un quadro o una squadra… se ne manca solo uno l’opera non sarà mai completa. Va beh, questo invece…” non sento più una parola di quello che sta dicendo se non ogni tanto il suo: “occhio a dove metti i piedi che è un campo minato e ti sporchi!”. Avevo appena chiuso un libro per andare in questo spazio creativo e le ultime righe della pagina citavano Heidegger che sosteneva che il compito dell’opera d’arte fosse “mantenere aperta l’apertura del mondo.” Continuo a stare zitta e a non ascoltare, se non l’idea che sta bussando senza preavviso alla mia mente: “sarebbe bello che un uomo indossando una cravatta mantenesse spalancata la porta dell’apertura del mondo”.

 

Le cravatte sono in vetrina.

Da non perdere!