Silence is the most powerful scream

Ven, 08/06/2018 - 12:09

“Se non puoi parlarne bene, non parlarne proprio!” o ancora “se non sai di cosa stai parlando, non parlarne proprio!”.Mi è stato insegnato così e così ho sempre cercato di fare. Con qualche anno in più riapro il libro intitolato educazione che ognuno di noi possiede e si porta dietro ogni giorno senza sentirne il peso. Lo stesso libro è scritto da diversi genitori, nonni, insegnanti… e mi accorgo che queste due frasi che mi hanno protetta in molte situazioni mi hanno anche educata al silenzio. Parlare di silenzio proprio in questa società non è poi così scontato. Siamo così abituati al rumore, al sottofondo, a fiumi di parole che scorrono che il silenzio fa quasi paura. Quando ti imponi di insonorizzare la testa per un po’ apri la porta alla solitudine e le dai il benvenuto. Se il silenzio dovesse essere collocato in qualche posto specifico, beh, io lo collocherei nell’unico luogo dove nasce la parola con il suo tono, la sua frequenza, il suo ritmo e, a volte, la sua potenza. Perché non conta tanto cosa dici ma come lo dici. Assurdo no? Ma un silenzio fa un rumore bestiale oggi come oggi. Le persone che rispondono a un attacco scegliendo il silenzio hanno un impatto disarmante sull’attaccante. Le persone che rispondo al dolore con il silenzio non soffrono di meno, anzi. Dopo una lite con chi vuoi bene se scegli il silenzio crei un muro che neanche un megafono butta giù. Il silenzio comunica, fa rumore, fa danni e come diceva Woody Allen: anche una non risposta è una risposta. 

Com’è vestito il tuo silenzio? 

Il mio? Il mio silenzio risposta indossa sicuramente un tubino nero ma il mio silenzio più bello, come quello in cui due sguardi si incrociano e non han bisogno di parole è un abito color pastello che ospita tanti altri colori.